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La Camera dei Deputati ha poco fa approvato all'unanimità (432 favorevoli, nessun contrario)

in via definitiva la legge che introduce disposizioni a tutela dei minori

per la prevenzione ed il contrasto del cyberbullismo.

 

                                                                           Risultati immagini per cyberbullismo

https://www.avvenire.it/attualita/pagine/cyberbullismo-la-camera-approva-la-nuova-legge-all-unanimita

http://www.corriere.it/tecnologia/cyber-cultura/cards/lotta-cyberbullismo-arriva-l-ok-camera-cosa-prevede-legge/contro-bullismo-cyberbullismo-l-ok-camera_principale.shtml

Per revenge porn intendiamo la pubblicazione di foto e video di atti sessuali per vendetta da parte di ex partner, naturalmente senza consenso.
Il pericoloso fenomeno può considerarsi la più estrema conseguenza del SEXTING.

E' di qualche mese fa il caso di Tiziana Cantone [Corriere della Sera - La vergogna di Tiziana: «Ero fragile e depressa, i video sono 6»].
Ad oggi in Italia, a differenza di altri paesi, come Israele, Germania, Regno Unito, 34 stati degli Stati Uniti e Australia, non esiste una legge specifica sul revenge porn che tuteli le vittime. Rientra nella fattispecie del reato di diffamazione e di violazione della privacy, ma affidarsi al garante della privacy o ricorrere in giudizio richiede periodo assai lungo.


Il 27 settembre 2016 è stata presentata una Proposta di Legge dal titolo "Introduzione dell’articolo 612-ter del codice penale, concernente il reato di diffusione di immagini e video sessualmente espliciti".

Il cosiddetto « re- venge porn » è l’espressione anglosassone con cui si indica la pubblicazione sul web di foto o video, anche molto intimi ed espliciti, a scopo di vendetta. Spesso accade che la diffusione di un certo tipo di imma- gini o video pornografici segua la fine di una relazione sentimentale e venga utiliz- zata come strumento di vendetta nei con- fronti delle vittime, che sono prevalente- mente donne.
La « vendetta porno » è l’esempio più estremo di come, in certi casi, le nuove tecnologie vengano utilizzate da alcuni uo- mini con l’unico scopo di esercitare il po- tere e il controllo sulle donne. Sono sempre più numerose le vicende di cronaca che vedono protagoniste giovani donne che, senza aver espresso alcun consenso, sco- prono online, sui social network, proprie immagini intime, ormai condivise da un numero molto elevato di utenti, quindi di- venute « virali ». Si tratta di episodi gravissimi, che hanno ripercussioni a livello psi- cologico inimmaginabili, spingendo in al- cuni casi le vittime fino a gesti estremi.  [Leggi PDF Completo qui]

Parlando di SEXTING e revenge-porn la maggior parte dei genitori DOMANDA spesso:

  • Le vittime sono più maschi o femmine? La risposta è femmine, come per il sexting anche il revenge-porn ha per quasi il 90% le ragazze/donne come vittime.
  • Quali possono essere le conseguenze? Stress e depressione nel 93% dei casi, il 47% delle vittime ha avuto pensieri suicidi e il 49% ha subito episodi di stalking online
  • Che età colpisce? La fascia di età più diffusa è quella tra i 13 e i 25 anni, anche se la cronaca presenta diversi casi di donne più grandi.
  • I canali principali sono i SocialNetwork. Facebook e Instagram i più utilizzati anche se WhatsApp si sta diffondendo nell'ultimo semestre.


Google ha introdotto una speciale sezione permettendo all'utente di richiedere la rimozione dei contenuti. Tra i requisiti per la rimozione troviamo:
  • Vieni mostrato nudo o durante un atto sessuale
  • I contenuti dovevano essere privati
  • Non hai mai autorizzato la divulgazione pubblica dei contenuti

Non è la prima e purtroppo probabilmente non sarà l'ultima volta che si viene a conoscenza di una notizia così forte... ecco alcune parole dell'articolo pubblicato dal Il Corriere della Sera il 27 Aprile 2017 intitolato "Un’altra morte su Facebook Live .Parte la diretta e si spara alla testa".

 

"Dopo l’assassinio a Cleveland, ripreso e poi postato in bacheca, e il dramma in Thailandia di un uomo che ha impiccato la figlia e poi si è ucciso un’altra pagina di cronaca nera colpisce la diretta Facebook. Il terzo caso nel giro di pochi giorni.

Un 49enne in Alabama ha fatto partire lo streaming, si è messo davanti alla telecamera e poi con il suo fucile si è sparato alla testa. Più di mille utenti hanno visto il suicidio di James M. Jeffrey in diretta sul social network, chiamando insistentemente il 911 — il numero del pronto intervento americano — prima che il filmato venisse rimosso dalla bacheca. Sembra che dietro il gesto drammatico ci sia la disperazione per la fine di una storia....": 

 

L'articolo riporta anche i riferimenti agli altri due casi avvenuti nei giorni precedenti, luoghi diversi, storie diverse ma sempre una scelta social per porre fine a una scelta e una sofferenza profonda.

                                                                               Risultati immagini per sofferenza

"A Cleveland la polizia ha cercato per giorni Steve Stephens, il 37enne che si è ripreso mentre sparava a un uomo incontrato per strada e ha poi postato il video sulla sua bacheca. Dove è rimasto online per oltre due ore prima di venire rimosso... Pochi giorni dopo Facebook Live torna protagonista di altre morti in diretta, dall’altra parte del mondo. In Thailandia un padre ha impiccato la figlia di 11 mesi e poi si è tolto la vita. Anche qui i tempi di reazione sono stati troppo lenti: il video è rimasto in bacheca per circa 24 ore prima di essere cancellato ed è poi rimbalzato su Youtube (la piattaforma sostiene di averlo rimosso dopo 15 minuti)..."

 

http://www.corriere.it/tecnologia/social/17_aprile_27/altra-morte-facebook-live-parte-diretta-si-spara-testa-31821d86-2b4e-11e7-9442-4fba01914cee.shtml

 

16.03.2017, Bologna, dei ragazzini, gli smartphone, un falso profilo, la fiducia e delle foto...

Da "Il Corriere della Sera"

Il falso profilo e le foto rubate  Messo alla gogna dai cyberbulli

 

Risultati immagini per falsi profili

 

BOLOGNA - Una ragazzina di 15 anni che inizia a chattare con un 13enne, prima semplici messaggi su Whatsapp,

poi un flirt, fino a richieste più esplicite. A un adolescente, poco più che bambino, non sembra vero e infatti non lo

è. Perché è solo l’ennesimo caso di bullismo ordito da tre compagni di classe per sbeffeggiare il più giovane e

debole. È successo in una scuola media dell’hinterland bolognese, solo pochi mesi fa.

Prima le chiacchiere innocenti, il flirt, poi la proposta di scambiarsi foto intime. Il 13enne ci è cascato, ha inviato in

chat le sue foto nudo, credendo che dall’altra parte ci fosse una ragazzina più grande, già smaliziata, che al

sexting via chat potesse seguire il sesso vero, la sua prima volta. Invece dall’altra parte del telefono c’erano i

bulli, tre, compreso il più grande che ha ordito lo scherzo malvagio. Quelle foto sono finite nelle chat di gruppo,

hanno fatto il giro della scuola e dei

social, finché il 13enne, sbeffeggiato da tutti, tra novembre e dicembre ha deciso di raccontare tutto ai genitori

che lo hanno accompagnato a

denunciare.

Un atto di cyberbullismo in cui di solito sono le ragazzine a cadere vittime, spesso di pedofili. Questa volta è

toccato a un 13enne di sesso maschile. Il compagno 14enne è stato segnalato alla Procura dei minori per

diffamazione e molestie, poi affidato ai genitori ma nei suoi confronti proseguono le indagini della procura

minorile. Lui e gli altri due complici, più piccoli, sono stati segnalati ai servizi sociali.

 

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/cronaca/2017/16-marzo-2017/falso-profilo-foto-rubate-messo-gogna-cyberbulli-2401376564394.shtml