- corriere della Sera
Ricariche e soldi in cambio di sesso con minori, arrestato. [Corriere della Sera]
Paolo Segato, 52 anni, organizzava incontri in casa con i ragazzini. Scoperto tariffario per le prestazioni. Un carabiniere l'ha incastrato con un falso profilo Facebook
PADOVA – Paolo Segato, 52enne di Maserà di Padova, è stato arrestato dai carabinieri della stazione di Albignasego con l’accusa di atti sessuali con minori, prostituzione minorile e detenzione di materiale pornografico. Secondo il giudice per le indagini Paola Cameran che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare su richiesta del sostituto procuratore Sergio Dini, tra il 2009 e i giorni scorsi il 52enne si sarebbe reso protagonista di diversi incontri con una decina di ragazzini della zona, tutti con un’età minore dei 14 anni, uno di loro contattato tramite il social network Facebook. Segato, è l’ipotesi della magistratura, li ospitava nella sua casa e lì assieme a loro si sarebbe lasciato andare ad atteggiamenti piccanti, toccando e facendosi toccare a sua volta dai ragazzini, o mettendo in pratica dei rapporti orali a vicenda, o solo chiedendo di farsi mostrare, e mostrando loro, i propri organi genitali.
Tutto in cambio di alcuni regali: ricariche telefoniche, cellulari nuovi, piccole quantità di denaro, pizze, gelati o pacchetti di sigarette. Particolari confermati dallo Segato ai carabinieri che martedì mattina hanno perquisito la sua abitazione. Trovando in un cassetto – oltre a diversi giornali e videocassette con foto o filmati di giovani ragazzi intenti a fare sesso – anche un taccuino dove il 52enne (che lavora come facchino in una azienda di trasporti) teneva una sorta di contabilità e annotava ogni suo incontro. Una pagina è addirittura intitolata «tariffario servizi dal 2009», diviso in tre colonne. Nella prima c’è un elenco di prestazioni sessuali, nella seconda una «quantità di volte che può essere effettuato»; mentre la terza è dedicata al prezzo delle singole prestazioni: dal minimo di 10 euro per l’abbassarsi i pantaloni fino a un massimo di 50 per un rapporto orale e un massaggio corporeo. Oltre a questo i carabinieri hanno trovato anche un modulo di amicizia che il 52enne faceva firmare, e un foglio intitolato «soldi dati agli amici del modulo». L’inchiesta era partita nel marzo scorso, quando un ragazzino aveva detto al 112 di aver subito delle avances dall’uomo. Da qui la scelta di un carabiniere di creare un falso profilo Facebook, spacciarsi per 16enne e ottenere l’amicizia di Paolo Segato. Da qui la scoperta delle sue proposte, la perquisizione di martedì e l’arresto.
Fonte: Corriere della Sera [Nicola Munaro]


MILANO - Il modello più autorevole potrebbe essere papà Obama, che vieta alle figlie di 10 e 13 anni l'uso di Facebook, «perchè non si mettano a raccontare i fatti loro agli sconosciuti». Ma anche senza essere Presidenti e capi di Stato, sono tanti - e in qualche caso legittimamente - i genitori che del social network blu temono violazioni di privacy e potenziali pericoli. Sempre di più quelli che «pedinano» i propri figli in Internet, violando computer e parole chiave, intercettando amici di cui non sospettano l'esistenza e creando falsi profili per monitorare l'attività in rete.
DIVIETI - Gli psicologi sono divisi: qualcuno appoggia lo «spionaggio», data la portata dei rischi. Altri lo escludono categoricamente: «E' inutile e i ragazzi sono bravissimi a superare divieti», sostiene Matteo Lancini, docente di Psicologia in Bicocca ed esperto di adolescenti.
Secondo uno studio, le reazioni ai comportamenti sociali nel mondo digitale sono equivalenti a quelle riscontrabili nel mondo reale. Chi viene respinto in Rete sviluppa le stesse sensazioni, con gradi differenti rispetto alle interazioni dirette.