Ultime sul pericolo della DIPENDENZA

PROGETTO MASSERE - Sicurezza dei Minori sul Web

Messaggi a sfondo erotico tra un 45enne e una 15enne riminese: scatta la denuncia della madre. La Procura chiede la condanna ad un anno, l’imputato si difende: "Pensavo fosse maggiorenne".

Un 45enne abruzzese, insegnante di scuola media, è a processo a Rimini in quanto accusato di aver adescato una giovane studentessa – all’epoca quindicenne – attraverso i social network. Gli episodi oggetto di contestazione, risalenti al 2019, sono finiti sotto la lente di ingrandimento della polizia postale e hanno portato al rinvio a giudizio del docente. L’indagine era scaturita da una segnalazione presentata dalla madre della minorenne, insospettita da alcune chat in cui si era imbattuta controllando il cellulare della figlia adolescente. Messaggi dal contenuto allusivo ed esplicito che avevano fatto suonare un campanello d’allarme, spingendo la donna a rivolgersi alle forze dell’ordine, con successiva apertura di un fascicolo da parte della Procura distrettuale di Bologna. Utilizzando degli pseudonimi e dei profili fittizi, stando alla ricostruzione degli inquirenti, il professore avrebbe intrattenuto con la giovanissima degli scambi di messaggi dai toni spinti attraverso la chat di Instagram. Una sorta di ’gioco’ a sfondo erotico tra il professoresse e la studentessa riminese, che all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto la maggiore età.

Crescono a vista d'occhio le segnalazioni di adescamento e abusi legati alla piattaforma.

Progetto MASSERE - Sicurezza dei Minori sul Web

Iniziamo a capire che cos'è DISCORD?

Discord è una piattaforma di comunicazione vocale e testuale progettata principalmente per la comunità di giocatori, sebbene sia utilizzata anche in altri contesti. È un'applicazione di chat e voce multi-piattaforma che permette agli utenti di creare server privati o pubblici per comunicare con altri utenti tramite messaggi di testo, chiamate vocali e videochiamate.
Discord offre diverse funzionalità, inclusi canali di testo organizzati in categorie, canali vocali per comunicare verbalmente con altri utenti, integrazione con servizi di streaming e notifiche personalizzabili. Gli utenti possono unirsi a server dedicati a specifici giochi, interessi o comunità, o possono creare i propri server per connettersi con amici, colleghi o persone con interessi simili.
Si può creare uno spazio in cui sentirsi partecipe: I server Discord sono organizzati in canali tematici in cui puoi collaborare, condividere o semplicemente parlare della tua giornata senza intasare una chat di gruppo.

Come nella maggior parte dei social è prevista un'età minima di iscrizione, sul Termini del Servizio è indicata in 13 anni anche se nella lista delle età minima relativa ai singoli paesi è indicata 14+.

Il falso profilo della «sadica Giulia» usato dal 50enne per attirare le vittime, fra gli 11 e i 13 anni, in casa sua, dove le violentava e le filmava, poi le ricattava. L’incubo è durato per tre anni, finché una compagna di scuola ha chiesto aiuto a un’insegnante.

La ricostruzione:
Un uomo di 50 anni che utilizzava in modo massiccio WhatsApp e che, grazie a un profilo falso da «bambina», ha abusato per tre anni di tre ragazzine tra gli 11 e i 13 anni, è stato arrestato grazie a un’insegnante che, attraverso il rapporto di fiducia con un’alunna, ha ottenuto le sue confidenze. L’uomo, residente in provincia di Lodi, è incensurato e soffre da tempo di problemi psicologici (slegati, però, dalla perversione della pedofilia). Secondo l’accusa attirava in casa sua le ragazzine utilizzando il falso profilo, le costringeva a rapporti sessuali con lui e tra di loro e imponeva loro di tornare, sotto costante minaccia di pubblicare online foto e video realizzati durante le violenze. Ora si trova in carcere a Milano. Le accuse: produzione e detenzione di materiale pedopornografico, violenza sessuale e corruzione di minorenni. Lo hanno riferito i militari del Comando provinciale di Lodi. L’uomo è stato arrestato su ordinanza di custodia cautelare emessa dalla Procura della Repubblica di Milano.

Una vicenda che «ha i contorni di un film dell’orrore», così l’ha definita il procuratore aggiunto di Milano, Maria Letizia Mannella. Disoccupato, il 50 enne abitava in casa ancora con i genitori anziani, la cui posizione è da vagliare al proseguire delle indagini. Alle vittime si era presentato inizialmente come un bravo vicino di casa. Dopo aver reperito i loro numeri di telefono, però, aveva iniziato a contattarle via WhatsApp usando un’identità falsa, quella della coetanea «Giulia», la «cattivissima e sadica Giulia». «Sfruttando la comune passione per i gattini è quindi riuscito a portarle a casa sua e a violentarle ripetutamente, costringendole anche a rapporti promiscui», ha raccontato lunedì mattina in conferenza stampa a Milano la pm di Milano che ha seguito le indagini, Alessia Menegazzo.

L’uomo diceva alle bambine di essere lui stesso una vittima della «sadica Giulia», che era una «maga», e che dovevano obbedirle se non volevano che uccidesse i loro rispettivi genitori, fratelli e familiari. I rapporti sessuali, che facevano parte di un «rito di purificazione», sempre ordinato dalla «malvagia» ragazzina, erano filmati con telecamere nascoste posizionate in una stanza dell’abitazione dell’uomo, dove i quattro si incontravano. In altri casi, invece, costringeva le tre ragazzine a riprendersi tra di loro e inviare i video e le foto su Whatsapp.

A fine dell’anno scorso il muro di silenzio si è rotto quando, su un profilo Instagram, il 48enne ha pubblicato un’immagine, che ritraeva una delle tre vittime in «una posa erotizzante», dicendo che lo faceva in esecuzione di un ordine di «Giulia». Una compagna di classe della ragazzina l’ha riconosciuta e ha avvisato un’insegnante, che è riuscita a farsi raccontare dalla vittima gli abusi subiti nei tre anni precedenti. Secondo la ricostruzione degli investigatori nessuno dei genitori si era mai accorto di quanto stesse accadendo alle loro figlie.

 

Fonte: Corriere della Sera - Pedofilia, si finge bambina su WhatsApp e abusa di tre ragazzine per tre anni: arrestato

Ulteriori dettagli:

Il Giorno - Lodi, si finge bambina su WhatsApp e abusa di tre minorenni: arrestato 48enne.
Le ragazzine (tra gli 11 e i 13 anni) sarebbero state abusate per anni. La Procura: "Vicenda da film dell'orrore"

RaiNews - Lodi, si finge bambina su WhatsApp: "Mi chiamo Giulia" e abusa per anni di 3 bimbe Arrestato 48 enne incensurato, avrebbe abusato di tre bambine tra gli undici e i tredici anni. Una delle vittime si è confidata con la propria maestra

Corriere della Sera (aggiornamento) - «Sono la cattivissima Giulia»: se l’orco si finge una bambina. Come difendersi: parla l’esperta

 



 

Durante i nostri incontri con gli studenti abbiamo spesso parlato del rapporto sempre più stretto tra videogiochi e adescamento di minori, da quando le console (Playstation, Wii, Switch, XBOX...) hanno iniziato a sfruttare la RETE il fenomeno è aumentato vertiginosamente.

Questo è il caso di FORTNITE: su segnalazione della mamma del ragazzino quindicenne la polizia rintraccia il giovane pregiudicato di 31 anni: si erano conosciuti giocando a distanza online.

Macerata, 14 maggio 2019 - Tenta di adescare un ragazzino in rete fingendosi poliziotto, ma l’intervento tempestivo di mamma e polizia lo fermano: denunciato 31enne residente fuori provincia, pregiudcato. E’ accaduto ad aprile quando una mamma di 43 anni si è recata in Questura insieme al figlio 15enne, preoccupata per quanto stava accadendo al ragazzo probabilmente vittima di un tentativo di adescamento in rete da parte di un finto poliziotto. La disavventura era iniziata da qualche tempo quando il figlio Paolo (nome di fantasia) giocando alla Play Station con il famoso gioco “Fortnite”, tanto in voga tra i giovani, era entrato in contatto con un soggetto che si era presentato come un poliziotto di 31 anni.

L'uomo, impiegato 54enne, è stato portato in carcere dopo essere stato trovato in possesso di un ingente quantitativo di materiale pedopornografico.

Gli agenti hanno rilevato la presenza di un profilo che, su di un noto social network, era solito postare commenti a sfondo sessuale su immagini di minorenni, anche in età pre-adolescenziale. Gli accertamenti informatici della Polizia Postale hanno consentito di identificare il titolare dell'account e di risalire ai suoi vari profili falsi, utilizzati per adescare minorenni sia italiani che di altre nazionalità.

E' l'ennesimo caso di GROOMING/ADESCAMENTO DI MINORI ONLINE.
Un tecnico informatico di 58 anni avrebbe approfittato di otto ragazzi tra i 13 e 17 anni. Si fingeva un adolescente per convincere gli altri a posare per dei book realizzati nel parco. Secondo gli investigatori il numero delle vittime potrebbe essere molto più alto.

Un tecnico informatico di 58 anni è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di aver adescato su Facebook attraverso un falso profilo otto ragazzi tra i 13 e i 17 anni con i quali ha avuto rapporti sessuali dopo aver realizzato servizi fotografici in un parco di via Calzolari, a Milano.
L'uomo arrestato ha precedenti specifici. Utilizzava i social per adescare le sue vittime, tutti ragazzini con famiglie problematiche.
Attraverso un profilo Facebook si fingeva un teenager e invitava i coetanei a posare per un fotografo, rimandando così all'account della sua vera identità.

FONTE: 14 novembre 2017 - La Repubblica [Leggi articolo completo]


Ne hanno parlato anche altri quotidiani:


Andrea MassaAutore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

Purtroppo in questo weekend è emerso un altro caso di ADESCAMENTO di minori sul web trasformatosi poi in violenza sessuale.

04 novembre 2017 - Repubblica
Roma, adescate e stuprate a 14 anni. Il gip: "I due giovani senza scrupoli e feroci"
Le due ragazzine brutalizzate in un parco sulla Collatina. Lunedì l'interrogatorio di garanzia. L'allarme dei pm: "Attente alle chat"
[Leggi articolo completo]

04 novembre 2017 - Corriere della Sera
Stupro di Roma, le chat di «Alessio il sinto» che si vantava di appartenere al potente clan dei Casamonica
Mario Seferovic, il violentatore che ha adescato una delle due 14enni, raccontava di essere vicino alla famiglia nota nella Capitale per fare colpo.
[Leggi articolo completo]

04 novembre 2017 - TGCOM24
Minorenni violentate a Roma, "Alessio il sinto": "Se parlate vi ammazzo"
Eʼ la minaccia che il nomade di 21 anni, di origine bosniaca, ha lanciato alle 14enni per ottenere il loro silenzio. A maggio. "Alessio il sinto", così si fa chiamare su un profilo fake di Facebook, aveva adescato la sua giovane-vittima online.
[Leggi articolo completo]


Pubblichiamo, con enorme piacere, un messaggio arrivatoci ieri sera:

Buonasera, sono la mamma di Alessia, avevo assistito ad un vostro incontro a Lentate sul Seveso, in riferimento ai fatti appena accaduti a Roma volevo ringraziarvi di cuore per averci illustrato il significato di GROOMING e ADESCAMENTO online.
Ho letto che sarete a Bovisio per una serata dedicata ai genitori, verrò sicuramente con mio marito per aggiornarci.
Continuate cosi.

Deborah.

 


Andrea MassaAutore:
Andrea Massa
Resp. INFORMATICO - Progetto MASSERE

Il metodo escogitato da due uomini identificati dalla polizia postale. L’indagine nata dalla denuncia dei genitori. Accertamenti su eventuali altre vittime

Si fingevano bambini per adescare minorenni via WhatsApp, per poi chiedere alle vittime foto intime. Lo stratagemma è stato inventato da due uomini che la polizia postale di Biella ha identificato e segnalato alla magistratura. L’indagine nasce dalla denuncia dei familiari di due di questi minorenni.

Ennesimo caso di ADESCAMENTO ONLINE, è un fenomeno che viene spesso sottovalutato dai media a favore del più popolare CYBERBULLISMO ma le vittime di GROOMING aumentano anno dopo anno.

La squadra mobile di Genova ha individuato e arrestato un genovese di 40 anni. L'uomo, secondo gli inquirenti, creava falsi profili social (facebook, instagram e non solo) spacciandosi per un'altra persona più giovane, mettendo foto non sue. Dopo il 'corteggiamento' in chat si faceva mandare foto e filmati.
Dalla realtà virtuale il passo verso la conoscenza fisica era veloce anche grazie ai ricatti/minacce di diffusione di foto e video ad amici e parenti delle vittime.

Le indagini sono partite da Imola dove una minorenne, aiutata dalle amiche e sostenuta dai genitori, si era rivolta alla Polizia Municipale per denunciare una persona che l'aveva contattata inviando proposte oscene a sfondo sessuale e foto pornografiche.
La Polizia Postale ha identificato e denunciato un uomo autore di messaggi osceni, che tentava di adescare giovani in età minore online, un quarantenne siciliano, cui è stato sequestrato un hard disk pieno di materiale pornografico minuziosamente catalogato.

Ne parliamo spesso durante i nostri incontri, l'adescamento di minori online - grooming è un pericoloso fenomeno in aumento in Italia.

La prevenzione e il contrasto della pedopornografia online da parte della Polizia postale e delle comunicazioni ha portato, nel corso del 2016, ad effettuare 51 arresti e a 449 denunce nell'ambito di ben 576 indagini.

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L'adescamento online di minori – Sul fronte della pedopornografia, gran parte delle indagini condotte dal Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia online ha riguardato il fenomeno dell'adescamento in rete dei minori. Fenomeno che gli agenti non esitano a definire allarmante e che è in continua crescita: 313 i casi affrontati, che hanno portato ad arrestare sei persone e a denunciarne altre 177. Degli oltre 21mila siti Internet monitorati dagli agenti, 1.972 sono stati inseriti nella black list. Tra le operazioni effettuate in quest'ambito, anche quella che ha portato dietro le sbarre sette persone nell'ottobre scorso.

Leggi l'articolo completo su: SKY TG 24

Tra i canali di adescamento più diffusi oltre ai Social Network è in forte aumento il mondo del gaming, sempre più ragazzi vengono contattati da sconosciuti durante un gioco online.


Es. [Resto del Carlino 16-11-2016]
Bambina adescata sul gioco online e costretta a denudarsi. L’orco si era spacciato per un 13enne: verrà processato. Leggi Articolo


Es. [Resto del Carlino 02-01-2016]
Pedofilo usa la PlayStation per adescare bimba di 10 anni. Il giovane è stato identificato dalla Postale e denunciato. Leggi Articolo


Es. [adnkronos 05-01-2016]
Adescare minori attraverso le app, ecco le nuove frontiere dei cyber-pedofili.
Da Instagram al popolare gioco 'Clash of Clan', le nuove frontiere della pedofilia si estendono infatti al web e, soprattutto, alle applicazioni per cellulari. Leggi Articolo.

Autore: Andrea Massa

L'uomo di 53 anni, residente a Vercelli, è stato bloccato dalla polizia per violenza sessuale ai danni di minori e adescamento.

l profilo Facebook era quello di un ragazzino di 16 anni in cerca di nuove amicizie. Dietro questa identità, risultata falsa, in realtà si celava un uomo di 53 anni che tentava, spesso riuscendoci, di adescare adolescenti per ottenere immagini a sfondo sessuale e incontri.
L'uomo, residente a Vercelli, è stato arrestato dalla polizia per violenza sessuale ai danni di minori e adescamento. Per l'accusa, infatti, le sue violenze non si limitavano alla richiesta di foto.

La denuncia - Le indagini sono partite nel 2011 dalla denuncia di un padre a cui la figlia, all'epoca soltanto 14enne, aveva confessato di aver ricevuto "particolari attenzioni" da quel conoscente, che era riuscito ad ottenere la fiducia dei genitori. L'uomo aveva preso l'abitudine di andare a prendere la ragazza a scuola e avrebbe successivamente iniziato a fare pressioni sulla ragazzina, al tempo quattordicenne, con messaggi espliciti e richieste di natura sessuale.

Nell'ordinanza di misura cautelare emessa a suo carico viene contestato anche un episodio di molestia risalente proprio al 2011.

Altre due vittime – Dopo sette mesi di intercettazioni operate grazie a una serie di operazioni tecnico-informatiche è stato possibile raccogliere sufficienti elementi di prova per accusare l'uomo di adescamento. In particolare le indagini avrebbero appurato che almeno altre due minori sarebbero state destinatarie delle richieste esplicite dell'uomo che avrebbe creato anche profili anche su altri social. 

Fonte: Sky TG24 (leggi articolo completo qui)


Lo stesso caso viene ripreso anche su altri giornali come:

La Repubblica: Vercelli, si finge sedicenne su Facebook per adescare ragazzine: arrestato agente penitenziario

La Stampa: Cinquantenne adescava le ragazzine sui social

ANSA.it: Si fingeva 16enne su Fb per adescare

 

Arrestato alle Eolie 52enne con l’accusa di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico. La denuncia dei genitori di una piccola di 9 anni.

Veniva trovato in possesso di copioso materiale inequivocabilmente pedopornografico, consistente in immagini esplicite tratte da internet ma anche in fotomontaggi con immagini di vari minorenni dal medesimo direttamente conosciuti, materiale confezionato all'insaputa dei minori.

La tecnica usata dal 50enne è tristemente nota: dopo aver creato un profilo falso su Facebook, fingendosi un adolescente adescava ragazzine promettendo sigarette e ricariche del cellulare in cambio di prestazioni sessuali.

A seguito di una lunga indagine gli agenti della polizia postale di Biella sono riusciti ad arrestare un 50enne di Cossato con l’accusa di induzione alla prostituzione minorile.

Le vittime tra i 12 e i 16 anni. Ricattate con foto e video per incontri privati che filmava con una telecamera nascosta nell'armadio. Le accuse: adescamento e violenza privata.
Dal 2014 si spacciava su Internet per minorenne utilizzando falsi profili con foto non sue. Così 'camuffato' contattava ragazzine dai 12 ai 16 anni sulle chat dei siti di incontri, ne conquistava la fiducia.

Si pensa sempre alle vittime dell'adescamento minorile come ragazze ma questa cosa non è assolutamente vera.

AVELLINO - E' stata ricostruita in tribunale l’inchiesta che ha portato all'arresto di S.D., imprenditore avellinese di circa 45 anni, accusato di atti sessuali con minore (in questo caso con un ragazzino di 13 anni residente in un piccolo comune dell'hinterland).

E' successo 4 anni fa ma solo ora viene alla luca, adescamento sui social fa un'altra vittima.

FABRIANO - Le avrebbe dato appuntamento in un parco pubblico di Fabriano dopo averla adescata su Facebook per poi la narcotizza con varie droghe. Un 25enne di Fabriano (Ancona) ha fatto sballare una 15enne di Castelraimondo conosciuta su facebook, convinto che lei sarebbe tornata per avere un altro assaggio della droga.

Insegnante quarantenne e padre di famiglia della Valdelsa coinvolgeva le ragazzine sotto falso profilo.
Giochi erotici sul web con minorenni. Si presentava come calciatore: arrestato

Siena, 30 ottobre 2014 - AVEVA UNA doppia vita e anche una doppia faccia, visto che per fare presa sulle ragazzine aveva preso in prestito la faccia, molto più bella e pulita della sua, di un giocatore del Borussia Dortmund. E con la faccia della giovane promessa del calcio tedesco adescava su internet le ragazzine, una addirittura 13enne, riuscendo a strappare giochi erotici on line in cui lui, il falso calciatore, mostrava le sue parti intime, almeno quelle vere, a differenza della faccia, rubata al giovanotto tedesco.

Adescare minori online non è mai stato così facile. A confermarlo, i casi di cronaca e i dati sul comportamento - disinvolto - dei minori nei social network. Ecco le dritte degli esperti e l'intervista al Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza.

La cronaca lo dice: l'adescamento online, detto anche grooming, è in aumento. Complice la disattenzione verso la privacy sui social network. Quasi 1 teenager su 3 dà il numero di cellulare a persone conosciute online.

Appuntamento al buio da incubo. L'aggressore è stato arrestato: è sospettato di aver commesso altri reati dello stesso genere.

ROMA - L'appuntamento al buio è finito in un incubo. Una ragazza di 17 anni e' stata aggredita da un giovane di due anni più grande, conosciuto solo poche ore prima su un social network per smartphone molto frequentato, che ha tentato di violentarla sulla sua auto dopo una serata trascorsa insieme a Sacrofano, vicino Roma. L'aggressore, che abita a Monte Sacro, e' stato arrestato dai carabinieri della compagnia Cassia all'alba di mercoledì: è sospettato di aver commesso altre violenze dello stesso genere.

L'INVITO «GALANTE» - La vicenda e' iniziata martedì mattina quando i due ragazzi sono entrati in contatto sul social network. Si sono scambiati informazioni e fotografie, poi - come in un copione gia' scritto - lui ha invitato lei a uscire per la stessa sera. La diciassettenne, di Sacrofano, ha accettato e i ragazzi si sono incontrati a cena dopo che il diciannovenne, che fa lavori saltuari, e' andato a prendere la giovane a casa. Alla fine della serata lui ha tentato qualche avances rifiutate dalla giovane che a quel punto e' stata aggredita.

E' RIUSCITA A SCAPPARE - Il ragazzo ha tentato di immobilizzarla e spogliarla, poi l'ha picchiata. La vittima - poi medicata in ospedale e dimessa con 10 giorni di prognosi - si e' difesa ed e' riuscita a scappare. I carabinieri sono intervenuti subito dopo e hanno identificato l'aggressore che nel frattempo era tornato a casa dove stava cancellando tutti i messaggi sul telefonino che e' stato sequestrato.

FONTE: CORRIERE DELLA SERA 31/07/2013

L'uomo, 37enne, è stato incastrato grazie a una segnalazione della scuola frequentata dall'adolescente.

Ha adescato un minorenne su Facebook inducendolo ad avere rapporti sessuali con lui in cambio di denaro o ricariche telefoniche, ma una segnalazione della scuola frequentata dall'adolescente lo ha incastrato e l'uomo, un 37enne già noto per fatti analoghi, è stato arrestato dalla polizia in esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta dal gip di Pisa.

Le indagini, coordinate dal pm Aldo Mantovani e condotte dalla squadra mobile e dalla sezione pisana della polizia delle comunicazioni, hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dell'uomo per il reato di induzione alla prostituzione minorile, commessa ai danni di un quattordicenne della provincia di Pisa. L'arrestato già il 25 ottobre 2011 aveva subito una misura restrittiva disposta dal tribunale di Firenze per reati analoghi che avrebbe commesso ai danni di più minori.
L'inchiesta pisana è nata da una segnalazione partita direttamente dalla scuola che aveva allertato la procura circa la possibilità che il quattordicenne fosse entrato in contatto con qualche pedofilo via internet che gli faceva ricariche telefoniche.

A casa del ragazzino, è stato spiegato, i poliziotti hanno sequestrato materiale informatico e tecnologico in cui erano presenti tracce di contatti con una persona che gli chiedeva incontri a scopo sessuale in cambio di denaro, regali o altre utilità. L'adolescente, ascoltato con l'ausilio di uno psicologo, avrebbe confermato l'adescamento subito spiegando inoltre che l'uomo si presentava con il nome di Mike o Mailk Pisa su Facebook e di avere avuto con lui rapporti sessuali in cambio di soldi e sigarette. A casa del 37enne la polizia ha trovato anche altro materiale pedopornografico. Le indagini proseguono per accertare se possa aver adescato altri ragazzini.

Fonte: Corriere.it [03-07-2013]

E' uno dei primi casi in Italia in cui è stata applicata la norma, introdotta dallo scorso ottobre dalla ratifica della Convenzione di Lanzarote, che ha previsto come reato l'adescamento di minorenni. A denunciare la famiglia del bambino di 11 anni grazie all'associazione Meter di don Fortunato Di Noto.

La polizia postale e delle comunicazioni di Catania ha denunciato un uomo di 35 anni, residente in provincia di Siracusa, perché ritenuto responsabile di adescamento on-line di minorenne. E' uno dei primi casi in Italia in cui e' applicata la norma, introdotta dallo scorso ottobre dalla ratifica della Convenzione di Lanzarote, che ha previsto come reato l'adescamento di minorenni.
L'indagine è stata avviata dopo una segnalazione dell'associazione Meter di don Fortunato Di Noto che aveva ricevuto il racconto di un genitore il cui figlio di 11 anni era stato contattato da uno sconosciuto sul social network Facebook ed era stato oggetto di alcune proposte di natura sessuale.
La procura di Catania ha subito autorizzato la polizia postale ad agire sotto copertura e dopo avere conquistato la fiducia del presunto pedofilo, fingendosi un bambino di anni 11, i poliziotti sono riusciti ad ottenere un appuntamento con l'uomo, al quale si sono presentati gli agenti che lo hanno identificato. La perquisizione in casa dell'indagato ha portato al sequestro del materiale informatico. Sono in corso indagini per comprendere se altri minori siano stati adescati.
"La vigilanza di un genitore, la fiducia nel segnalare il tutto a Meter, la percezione della pericolosità di quello che stava avvenendo online per l'inesperienza del minore attraverso i social networks hanno fatto sì che non accadesse l'irreparabile". E' questo il commento dell'associazione Meter guidata da don Fortunato Di Noto.
"Non ci stancheremo mai - continua Meter - di dire che sui social networks i profili dei minori possono risultare pericolosi. Dall'ultima ricerca Meter - somministrata a 770 studenti di età inferiore ai 12 anni - è emerso che il 99% ha un profilo falso e che non percepisce la pericolosità nel frequentare gli spazi web". "L'adescamento online (grooming) - conclude l'associazione - è un fenomeno in espansione che non riguarda solo il minore, ma nel complesso tutta la famiglia che, coinvolta, poi deve essere aiutata a superare questo trauma".

FONTE: Repubblica (16 febbraio 2013)

E' uno dei primi casi in Italia in cui è stata applicata la norma, introdotta dallo scorso ottobre dalla ratifica della Convenzione di Lanzarote, che ha previsto come reato l'adescamento di minorenni. A denunciare la famiglia del bambino di 11 anni grazie all'associazione Meter di don Fortunato Di Noto.

La polizia postale e delle comunicazioni di Catania ha denunciato un uomo di 35 anni, residente in provincia di Siracusa, perché ritenuto responsabile di adescamento on-line di minorenne. E' uno dei primi casi in Italia in cui e' applicata la norma, introdotta dallo scorso ottobre dalla ratifica della Convenzione di Lanzarote, che ha previsto come reato l'adescamento di minorenni.
L'indagine è stata avviata dopo una segnalazione dell'associazione Meter di don Fortunato Di Noto che aveva ricevuto il racconto di un genitore il cui figlio di 11 anni era stato contattato da uno sconosciuto sul social network Facebook ed era stato oggetto di alcune proposte di natura sessuale.
La procura di Catania ha subito autorizzato la polizia postale ad agire sotto copertura e dopo avere conquistato la fiducia del presunto pedofilo, fingendosi un bambino di anni 11, i poliziotti sono riusciti ad ottenere un appuntamento con l'uomo, al quale si sono presentati gli agenti che lo hanno identificato. La perquisizione in casa dell'indagato ha portato al sequestro del materiale informatico. Sono in corso indagini per comprendere se altri minori siano stati adescati.
"La vigilanza di un genitore, la fiducia nel segnalare il tutto a Meter, la percezione della pericolosità di quello che stava avvenendo online per l'inesperienza del minore attraverso i social networks hanno fatto sì che non accadesse l'irreparabile". E' questo il commento dell'associazione Meter guidata da don Fortunato Di Noto.
"Non ci stancheremo mai - continua Meter - di dire che sui social networks i profili dei minori possono risultare pericolosi. Dall'ultima ricerca Meter - somministrata a 770 studenti di età inferiore ai 12 anni - è emerso che il 99% ha un profilo falso e che non percepisce la pericolosità nel frequentare gli spazi web". "L'adescamento online (grooming) - conclude l'associazione - è un fenomeno in espansione che non riguarda solo il minore, ma nel complesso tutta la famiglia che, coinvolta, poi deve essere aiutata a superare questo trauma".

FONTE: Repubblica (16 febbraio 2013)

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