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Più tempo si trascorre al cellulare e più si corre il rischio di essere depressi. Lo spiega uno studio della Northwestern University Feinberg School of Medicine.

Si chiama nomofobia, abbreviazione di «no phone fobia»: è il terrore di restare senza smartphone che provoca nervosismo e ansia. Un fenomeno che riguarda sempre più persone nel mondo, così comune da essere stato persino inserito tra i nuovi lemmi dallo Zingarelli 2015.  UN NUOVO STUDIO Una patologia vera e propria? No, gli esperti concordano sul fatto che piuttosto si tratta di una paura non giustificata (una fobia, appunto), ma questo bisogno smodato potrebbe essere un campanello d’allarme. Uno studio condotto dalla Northwestern University Feinberg School of Medicine e pubblicato sul Journal of Medical Internet Research prova infatti che più tempo si trascorre con lo smartphone e più probabilità ci sono di essere depressi.

I ricercatori sono arrivati a queste conclusioni monitorando per due settimane il comportamento di 28 pazienti, tenendo sotto controllo il tempo trascorso da ciascuno navigando con il cellulare e il Gps dei dispositivi (che consente di capire se una persona si sposta poco e quindi si isola, come fa tipicamente chi soffre di disturbi di questo tipo).

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Fonte: Vanity Fair

Abbiamo parlato più volte del pericolo dei #selfie ma ecco esplodere un nuovo fenomeno: il DAREDEVIL SELFIE.

Consiste nello scattare selfie in situazioni sempre più estreme. In due anni più di 20 persone sono decedute tentando di scattarsi un selfie in situazioni estreme.

ECCO ALCUNI ESEMPI:

  • Taranto, sedicenne scivola dal parapetto del lungo mare mentre cerca di farsi un selfie. La ragazza a causa della caduta sulla scogliera sottostante è deceduta in ospedale.
    Fonte: TGCOM, giugno 2014
  • Un turista tedesco di 62 anni ha perso la vita  su un impianto sciistico del Trentino cercando di farsi un selfie durante la salita sullo skilift; ha perso l’equilibrio ed è precipitato per circa 200m.
    Fonte: Il Giornale, Aprile 2015
  • Tre studenti universitari di Nuova Delhi sono morti fra le rotaie mentre cercavano di fotografarsi il più vicino possibile al treno in arrivo.
    Fonte: Il Messaggero, Gennaio 2015

  • Una giovane studentessa 23enne muore perdendo l'equilibrio nel tentativo di scattarsi un selfie e precipitatando giù, da un'altezza di circa 7 metri.
    Fonte: Il Messaggero, Novembre 2014

  • Vuole scattare un selfie estremo ma ora lotta per la vita in ospedale. Una 21enne stava facendo un autoscatto con una pistola puntata alla tempia, ma l'arma era carica e per errore le è partito un colpo.
    Fonte: Leggo.it, Maggio 2015
  • A San Pietroburgo, per scattare un selfie muore una ragazza di 17 anni. L’adolescente, è morta cadendo da un ponte ferroviario di 30 metri mentre tentava di scattare un selfie precipitando in acqua.
    Fonte: Il Mattino, Aprile 2014

Questo fenomeno si unisce al fatto di tutti quegli incidenti dovuti alla distrazione causata dall'utilizzo dello Smartphone in situazione che meriterebbero molta più attenzione (es. guida dell'auto)

ALCUNI ESEMPI:

  • Scatta un selfie, poi si schianta con l'auto: ragazza-madre muore al suo addio al nubilato.
    Fonte: Il Messaggero, Giugno 2014
  • Si riprendono in auto mentre cantano, poi lo schianto in diretta. Perdono il controllo dell'auto proprio mentre stanno registrando le loro performance canore con un selfie stick.
    Fonte: Corriere.it - Sotto il Video


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L’ha corteggiata, conquistata su una chat di incontri, e quando ha ottenuto delle foto “intime”,  l’ha ricatta. Colto in flagranza, è stato arrestato ieri dai carabinieri di Seregno a Carate Brianza.

Un cliché quasi scontato, l’annoiato giovanotto che si mette a far lo splendido con una donna più grande, magari in cerca di un nuovo amore, e che poi si diverte ad umiliarla pretendendo soldi di cui non ha bisogno, per non pubblicare le immagini in rete. Peccato però, che all’anonimato della rete (a cui comunque le forze dell’ordine arrivano lo stesso) ha sostituito il cellulare con gli sms, fin quando non l’hanno beccato.
Il triste teatrino messo in piedi da un 33enne professionista ha avuto luogo a Carate Brianza, dove il signore nascosto dal suo pc ha persuaso una quarantacinquenne conosciuta in chat e corteggiata per giorni, ad inviargli alcuni scatti “privati”. Ricevute le immagini l’uomo ha iniziato a minacciarla via sms “pagami o le metto in rete”.

Fonte: MB News (Leggi l'articolo completo)

Tante volte si sente parlare si Generazione Y o di Millennials ma CHI SONO veramente?

Con il termine Generazione Y, (conosciuta anche Millennial) si definisce così la generazione del nuovo millennio, sono le persone nate tra gli anni ottanta e i primi anni duemila, non si sta parlando quindi di solo di nativi digitali ma anche di immigrati digitali.

La generazione Millennium, rispetto a quelle precedenti, è sempre aggiornata sulle novità informatiche e tecnologiche, la televisione è stata sostituita dai media digitali e da una accresciuta attività online.

A volte la Generazione Y può essere chiamata Net Generation, definizione importante infatti da questo si capisce che si tratta della prima che affronta il mondo ad una velocità diversa, quella del web.

E tu in quale GENERAZIONE appartieni?

  • BABY BOOMERS - nati tra 1946 e il 1964
  • GENERAZIONE X - nati tra 1965 e il 1980
  • GENERAZIONE Y  (Millenials) - nati tra 1981 e il 1995
  • GENERAZIONE Z  (Post-Millenials) - nati dal 1995

autore: Andrea Massa

Durante gli incontri con i genitori tra le domande tipiche troviamo:

Come posso mettere in sicurezza l'account facebook di mio figlia/a?

Beh ci sono una serie di accorgimenti per migliorarne la privacy e la sicurezza dell'account Social in questione.

Es. Facebook ha messo online da qualche giorno una GUIDA PRATICA, disponibile anche in italiano.

Tra le informazioni importanti troverai:

  • Dispositivi da cui hai effettuato l'accesso (leggi qui)
  • Protezioni delle informazioni personali/privacy (leggi qui)
  • Approvazione degli accessi (leggi qui)
  • Modifica/creazione di una PASSWORD SICURA (leggi qui)
  • Scoprire i tentativi di furto/truffa phishing (leggi qui)

Facebook ci mette in guardia anche su:

Autore: Andrea Massa

I pericoli di addormentarsi con lo smartphoneIl fenomeno del VAMPING è in pericoloso aumento.
Dagli incontri effettuati con i ragazzi delle Scuole Medie di Lentate sul Seveso e Cesano Maderno è arrivata la conferma che ai ragazzi piace andare a “nanna” con il cellulare.

Alle domande:
“A che ora andate a letto?”
La risposta mediamente è stata 22.00-22.30

ma appena la domanda viene ritoccata in
“A che ora vi addormentate?”
ecco la sorpresa, una buona percentuale si porta il cellulare sotto le coperte per controllare le ultime notifiche, aggiornare il profilo Facebook o aggiungere nuove foto su Instagram… E allora a che ora si addormentano? Beh non prima delle 00.30 1.00. 

La National Sleep Foundation (NSF) che ha stilato una vera e propria tabella del sonno, frutto di un lavoro durato due anni, in collaborazione con diversi centri come l'American Academy of Pediatrics e l'American Geriatrics Society.

Età

Ore di sonno

Neonato
1-2anni

12-17

Bambino
3-9anni

10-13

Ragazzo
10-17anni

8-11

Adulto
18-64anni

7-9

Anziano
>65anni

6-8

Ma quali sono le CONSEGUENZE

  • SONNOLENZA DIURNA, con calo della capacità di attenzione e di concentrazione.
  • EFFETTI NEGATIVI SULLA VISTA, i dispositivi tecnologici di oggi causano problemi per due motivi: emettono una alta quantità di luce blu e vengono utilizzati a distanza ravvicinata. La luce blu può favorire irritazione agli occhi, visione offuscata e contribuisce all’aumento di disturbi a carico della retina.

vamping

Autore: Andrea Massa