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LONDRA - Tallulah Wilson, 15 anni, era finita in un gruppo di autolesionismo sul social network Tumblr, si era convinta di essere brutta e obesa e si faceva del male da sola per soddisfare gli altri utenti. Ma poi non ce l'ha fatta più e si è tolta la vita, lanciandosi sotto un treno. 

La mamma non ci sta e accusa con forza il web di aver ucciso la figlia. "É stata catturata dalle grinfie di un mondo digitale tossico, dove nelle ultime settimane non riuscivamo più a raggiungerla. Ho fatto tutto il possibile per tenerla al sicuro, ma era caduta in un mondo di incubi". 

Un incubo da dove non si è più svegliata, convinta che la sua vita fosse da buttare. L'accusa è tutta per il social Tumblr e di quel gruppo di autolesionismo che ha finito per convincere la bella Tallulah di essere brutta e obesa, che continuava a scriverlo anche su twitter.

Una volta scoperta questa vita segreta online della figlia, la mamma ha chiuso il suo account. 24 ore dopo la teenager si è tolta la vita.

Fonte: LEGGO (Leggi l'articolo originale qui)

Venti studenti nei guai: hanno diffuso foto delle loro compagne di banco.

Gli inquirenti dicono solo che le indagini sul caso selfie hard a scuola sono ancora in corso. L’inchiesta da Teramo è passata alla Polizia Postale di Pescara con la super visione della Procura minorile dell’Aquila. Niente di più lasciano trapelare. Nulla sull’elenco di quei venti nomi di ragazzi e ragazze mandato in via ufficiosa alle scuole per sapere dove sono iscritti quegli studenti, tutti giovanissimi. Ma fuori dall’inchiesta la questione educativa e la moda degenerata nell’illegalità fanno discutere in città.

Il preside dell’istituto Milli, Giovanni Di Giannatale parla di «uno spirito di esibizionismo, una voglia di trasgressione che poi cozza con la legge». Secondo la dirigente scolastica dell’Iti, Stefania Nardini, alla base di tutto ci sarebbero «i modelli televisivi, la voglia di diventare famosi, i miti della società e soprattutto il mito della bellezza». Per la Nardini anche la famiglia deve in questo preciso momento, e alla luce di quanto accaduto, riappropriarsi del proprio ruolo. «Ci siamo tutti deresponsabilizzati ».
I ragazzi coinvolti hanno tutti tra i 14 e i 16 anni d’età.

Fonte: Il Messaggero

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''Messaggiami, sto solo dormendo'' è il titolo della ricerca fatta dai pediatri della Geisel School of Medicine di Dartmouth, appena pubblicata su Family and Community health, in cui risulta che il 62,9% dei ragazzi dai 12 ai 20 anni porta il telefono cellulare nel letto alla sera e dorme meno.

L'indagine è stata condotta su un campione di 454 ragazzi e ragazze che hanno compilato un sondaggio mentre erano nelle sale d'attesa degli ambulatori medici. Il 57% dei giovani lo tiene acceso e il 45,7% lo usa some sveglia. Il 36,7% messaggia durante la notte e circa l'8% viene svegliato dal suono degli sms in arrivo e fa fatica a riprendere sonno.

Questo pericoloso fenomeno si chiama VAMPING .

Leggi l'intero articolo QUI.

Fonta: ANSA.IT

Adescare minori online non è mai stato così facile. A confermarlo, i casi di cronaca e i dati sul comportamento - disinvolto - dei minori nei social network. Ecco le dritte degli esperti e l'intervista al Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza.

La cronaca lo dice: l'adescamento online, detto anche grooming, è in aumento. Complice la disattenzione verso la privacy sui social network. Quasi 1 teenager su 3 dà il numero di cellulare a persone conosciute online.

Slingshot: l’app di Facebook per inviare foto e video che si autodistruggono è disponibile da oggi anche in Italia. Come visto per SnapChat alla fine questo tipo di applicazione verrà utilizzata per fare SEXTING e condividere ad amici foto sexy e porno.

Definita a lungo come l’anti-Snapchat – che Zuckerberg aveva provato inutilmente ad acquistare tempo fa – Slingshot in realtà ha diversi elementi che la differenziano parecchio dall’app gialla con il fantasmino – oltre ad alcuni che le accomunano. Come Snapchat, infatti, la grafica è estremamente essenziale, si può aggiungere un testo – ma non uno sticker – e si può disegnare a mano libera sulle foto.

Anche i contenuti inviati con Slingshot si autodistruggono e una volta visti non si recuperano più – anche se ci si può prendere tutto il tempo che si vuole prima di buttarli: non c’è, infatti, un tempo massimo di durata.

La differenza più grande, però, è l’accesso ai contenuti ricevuti, che si possono visualizzare solo una volta che se ne manda uno in risposta: l’anteprima della foto o del video resta infatti oscurata finché non invii qualcosa anche tu.

Scommettiamo che questo "Manda tu che mando anch'io" sarà molto apprezzato nei ragazzi più piccoli?

Come detto, i contenuti non si possono salvare, ma si può sempre fare uno screenshot per conservarli clandestinamente. “Volevamo creare qualcosa di piacevole, che mettesse le persone a proprio agio: per questo non c’è una scadenza e si può sostare su ogni contenuto per tutto il tempo che si vuole”: i video, ad esempio, proseguono in loop finché si buttano. ”Il problema degli screenshot, poi, è che non si possono disabilitare”. Al centro di Slingshot c’è la voglia di cogliere e condividere un momento qualsiasi: che si possa fare uno screenshot non è neanche più una preoccupazione.

Fonte: WIRED.IT

 

Nel 2004 era un piccolo network per studenti dei college statunitensi, oggi è una nazione da 1,2 miliardi di visitatori mensili provenienti dall’Asia (351 milioni), dall’Europa (276 milioni), dagli USA e dal Canada (199 milioni) e da altri territori.
Una espansione graduale, ma inesorabile, documentata dalla mia mappa dei social network nel mondo, che ha imposto un modello di socialità in rete e di business che produce 5 miliardi di dollari di fatturato.

Oggi gli italiani che visitano Facebook al meno una volta al mese sono 26 milioni. Quelli che lo fanno almeno una volta al giorno sono 17 milioni. Negli ultimi dodici mesi si è avuto un incremento della consultazione in mobilità tanto che oggi gli utenti mensili da mobile sono 16 milioni, quelli giornalieri 10 milioni.

Che ETA' hanno gli italiani iscritti a Facebook?

In questi anni è rimasta pressoché inalterata la suddivisione tra uomini e donne, rispettivamente al 52% e al 46%, con una quota di un 2% di non classificati. Invece ciò che è mutata profondamente è stata la composizione delle età degli iscritti. I primi colonizzatori di Facebook sono stati i 19-24enni che nel 2008 rappresentavano ben il 29% di tutta la popolazione iscritta. Insieme a loro i 25-29enni che erano il 22%.
Oggi la prima fascia rappresenta solo il 18% degli utenti pari a 4,6 milioni di persone e la seconda il 12% ossia 3,2 milioni. In questa redistribuzione dovuta alla massificazione, ha assunto un peso prevalente la popolazione più anziana, soprattutto quella di età 36-45, che ora rappresenta il 21% ossia 5,4 milioni di individui.
Nell’ultimo periodo la coorte che cresce di più, al ritmo di un 40% all’anno, è quella degli ultra 56enni. Cala, da settembre ormai, la fascia dei 13-18enni che anno su anno fa registrare un -10%.

Ad oggi Facebook nel mondo è il SocialNetwork più usato come si vede dall'infografica sottostante:

Fonte: Vincos.it