News

RACCOLTA ARTICOLI PRINCIPALI QUOTIDIANI

Scopriamo che in Italia il numero di denunce per cyberbullismo è salito fino al 22% per molestie e al 19% per minacce.

Secondo i dati elaborati dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni, un terzo (33%) delle denunce per cyberbullismo che hanno avuto come vittime dei minorenni con età tra i 14 e i 17 anni nel corso del 2013 erano relative al reato di diffamazione. Il 22% erano per molestie e il 19% per minacce.  


DOMANDA: Ma quante vittime non hanno denunciato?

Definire giuridicamente il reato di bullismo: 

«Dobbiamo definire giuridicamente il reato di bullismo, e di conseguenza di cyberbullismo. Senza questo non si può intervenire in caso di violenza». Lo ha detto la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli (Pd) durante il workshop . «La rete - ha precisato la senatrice - deve essere libera, ma si deve poter intervenire quando vengono compiuti reati di violenza sul web; perché di violenza si tratta, anche se non viene riconosciuta come tale».  

Leggi l'articolo completo su: La Stampa [15-02-2014]

Sito Polizia Postale: www.commissariatodips.it

Domenica pomeriggio si è gettata dall’ultimo piano di un ex hotel di Cittadella. Nel mirino il sito Ask.fm, una chat diventata da tempo il parco giochi dell’odio.

Abbiamo parlato già parecchie volte di CYBERBULLISMO e delle conseguenze di questo problema, ma cosa realmente subisce un ragazzo/a?

Ecco alcune dei post ricevuti dalla ragazzina di 14 anni:

  • “Secondo me tu stai bene da sola! Fai schifo come persona”.
  • “Con cosa e meglio tagliarsi? Non è meglio usare la lametta?”
  • “Spero che uno di questi giorni taglierai la vena importantissima che c’è sul braccio e morirai!!!!”

Frasi, parole, insulti pesanti come un macigno, digitati con una cattiveria perversa a cui è difficile trovare un senso. E che hanno schiacciato, annientato una ragazzina di Padova di soli 14 anni, inducendola a farla finita.

Tutto questo ha un nome. Si chiama Cyberbullismo. Succede quando la piazza diventa il web, e succede quando il sito in questione è Ask.fm, network con 60 milioni di utenti giudicato pericoloso a tal punto che anche il primo ministro inglese David Cameron ha chiesto di boicottarlo, dopo il suicidio della 14enne inglese Hannah Smith, a Lutterworth nello Leichestershire.

Qui potete leggere l'articolo completo [La STAMPA].

A quattro anni di distanza dal suo lancio avvenuto il 16 giugno 2010 ad opera di Klaves Sinka, “Ask For Me” – abbreviato Ask.fm – torna a far parlare di sé, soprattutto per le preoccupazioni legate al cyberbullismo dilagante, che il social network alimenterebbe

La finalità del sito è piuttosto semplice e immediata: porre delle domande sul profilo degli altri utenti. Per rispondere tuttavia è necessario registrarsi e avere un età minima di almeno 13 anni, come specificato nelle ‘condizioni di utilizzo’ del sito. Ed è proprio questa libera e incontrollata interazione ‘domanda-risposta’ a facilitare e fomentare il fenomeno sempre più preoccupante del cyberbullismo, nonostante il sito si sia difeso da queste accuse affermando che esiste una «funzione di reporting».

Fonte: DataManager (Leggi l'articolo completo)

Un articolo interessante uscito sul Corriere della Sera fa riflettere sempre più sul problema del SEXTING, più volte abbiamo trattato le sue cause e conseguenze ma chi lo fa? A che età si inziare realmente a sentire il bisogno di inviare foto ad amici e amiche?

Questi sono alcuni paragrafi dell'articolo:

Non sono solo messaggi inviati da un cellulare. Ma qualcosa di più. Un bimbo che frequenta la quarta elementare spedisce alla sua compagna di classe una foto di se stesso nudo mentre si fa la doccia. Ha 9 anni, lo ha visto fare a un suo amico che a sua volta ha ricevuto una foto di una compagna di classe in costume da bagno. Sicuramente un’immagine più discreta, ma è solo il primo di numerosi messaggi con toni sempre più espliciti.

I dati che hanno raccolto gli psicologi Andrea Marino e Roberta Bucci dell’Istituto di Terapia Cognitivo-Interpersonale di Roma parlano chiaro e sono allarmanti perché riguardano i ragazzi molto giovani. L’età media si abbassa fino ad arrivare a bambini di 8 - 9 anni, quando il Sexting è considerato reato.


Un ragazzo su 5 ha trovato proprie foto imbarazzanti in Rete, mentre un anno prima la percentuale era solo di uno su 10. Quanto ad ammettere di voler fare “sexting”, solo il 12,3% dice di aver inviato materiale a sfondo sessuale e comunque nel 41,9% dei casi i giovani dicono di non vederci nulla di male nell’averlo fatto.

La dipendenza da cybersesso brucia le tappe. Se prima un dipendente sessuale ci metteva più tempo ad essere totalmente assuefatto, ora i tempi sono immediati.

Leggi l'articolo completo su: Corriere.it

{flike}

La dipendenza da Internet può portare a problemi comportamentali, introversione, evasione dalla realtà e persino perdita del controllo. I punteggi più negativi nelle persone che utilizzano giochi e chat. La dipendenza da Internet, videogiochi e altri servizi tecnologici è reale è ha i suoi tipici sintomi.

Negli ultimi cinquant’anni anni si è visto un progressivo, quanto veloce, aumento della tecnologia. Possiamo dire che rispetto ai nostri nonni, o anche ai nostri genitori, abbiamo fatto passi da gigante. Nessuno ci potrà dire quanto ancora progredirà e fino a che punto arriveremo. Quello che è certo, è che le persone – soprattutto i giovani – stanno sviluppando un’inquietante tecno-dipendenza.

Per questo motivo, alcuni ricercatori del Duke University Medical Center si sono preoccupati di comprendere i meccanismi che stanno dietro la dipendenza da Internet, in particolare su un gruppo di studenti americani.
Durante la ricerca sono stati reclutati 69 soggetti che, inizialmente, hanno dovuto compilare un questionario chiamato IRPS (Internet-Related Problem Scale). L’IRPS ha lo scopo di misurare i livelli di problemi che una persona sviluppa in seguito a un utilizzo smodato di Internet. La scala di valori va da 0 a 200 e si tratta di una scala sviluppata al fine di comprendere i vari tipi di dipendenza. Tra questi vi erano un’eccessiva timidezza, introversione, agitazione interiore (brama di possedere), riluttanza o tolleranza nei confronti della vita e conseguenze negative.

Ma non è tutto, attraverso le varie indagini si è potuto constatare anche il livello di evasione dalla realtà (tipico dell’utilizzo di Internet), la perdita di controllo e la riduzione dei tempi in cui ci si dedica alle normali attività quotidiane.
Durante la ricerca, durata due mesi, agli studenti sono stati assegnati degli pseudonimi, al fine di evitare qualsiasi collegamento con la loro vera identità.
Il coordinatore dello studio, il dottor Sriram Chellappan, professore di psichiatria e scienze comportamentali al Duke University Medical Center, ha scoperto che la gamma dei punteggi IRP tra gli studenti volontari variava da 30 a 134 punti (nella scala di 200 punti). Mediamente, quindi, il punteggio si aggirava intorno a 75. L’utilizzo medio di Internet in questo lasso di tempo variava da circa 140 MegaBytes a 51, con una media di 7 GigaBytes.

Non tutti ovviamente utilizzavano Internet allo stesso modo. Alcuni chattavano; altri giocavano; altri ancora scaricavano dei file, posta elettronica o navigavano tra i vari Social Network, tra cui anche i famosi Facebook e Twitter.
A termine studio si è potuto constatare che la scala di valori fosse più alta nei soggetti che adoperavano più spesso videogiochi e chat, mentre era particolarmente ridotta nel caso in cui l’uso fosse quasi esclusivamente dedicato al download della posta elettronica o la visita ai vari social network.

FONTE: LA REPUBBLICA

Ha minacciato di diffondere via internet foto osè di due tredicenni se non avesse ricevuto da loro dei soldi. In realtà, probabilmente, quelle foto non esistono.

SAN MINIATO (PISA) - Ha minacciato di diffondere via internet foto osè di due tredicenni se non avesse ricevuto da loro dei soldi. In realtà, probabilmente, quelle foto non esistono ma le due ragazzine hanno comunque avvisato i loro genitori ed è scattata poi la trappola che ha permesso di arrestare un marocchino non ancora sedicenne per estorsione.

CONTATTO TRAMITE FACEBOOK - Il giovane aveva contattato le due conoscenti tramite Facebook minacciando di divulgare le loro foto intime se non lo avessero pagato: le ragazzine hanno raccontato tutto ai genitori e immediatamente è scattata la denuncia ai carabinieri. Quando le due adolescenti, nei giorni scorsi, si sono recate all'appuntamento con il marocchino c'erano anche i militari che lo hanno arrestato. Il provvedimento è stato convalidato dal tribunale per i minori di Firenze. Le due ragazzine negano di essersi fatte fotografare da lui e gli inquirenti non hanno sequestrato immagini, mentre hanno acquisito i messaggi sul web con la richiesta di denaro.

FONTE: CORRIERE DELLA SERA